Abbazia di San Galgano e la Leggenda della Spada nella Roccia

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L’Abbazia di San Galgano è uno dei complessi monumentali più meritevoli della Toscana meridionale, ed è ubicata nel comune di Chiusdino a circa 30 chilometri da Siena. Visitare questo sito ne vale veramente la pena per una serie di motivi storici, ma anche per alcune particolari ed interessanti curiosità.

L’Abbazia di San Galgano è uno dei monumenti più belli della Toscana. L’atmosfera unica e misteriosa del luogo e le numerose leggende che riguardano le origini e la storia del Monastero e dell’Abbazia stessa, attirano ogni anno molti visitatori, eppure è inspiegabilmente ancora al di fuori delle principali rotte turistiche. Questo significa però che è un posto meraviglioso da visitare anche per l’assenza di folla.

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L’Abbazia di San Galgano e le sue leggende

Il sito di San Galgano è costituito da una cattedrale gotica senza tetto con annessa una cappella dalla forma insolita, dall’eremo di Montesiepi ovvero un’antica dimora che ospita la tomba di San Galgano e la “spada nella roccia”.

Se questo vi fa pensare alle leggende legate a Re Artù e ai cavalieri della tavola rotonda, avete perfettamente ragione. Molti studiosi ritengono infatti che abbastanza sorprendentemente, questo sia esattamente il luogo in cui hanno avuto origine le leggende arturiane, quindi abbastanza lontano dalla Gran Bretagna e di conseguenza la spada nella roccia in Toscana è quella vera tanto decantata.

Per saperne di più leggi anche: Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda: tra Mito e Realtà

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La leggenda di San Galgano

Galgano Guidotti era un cavaliere che visse nel villaggio di Chiusdino (merita anch’esso una visita) nella seconda metà del 12° secolo. L’Arcangelo Michele un giorno gli apparve e lo convinse a pentirsi mostrandogli la via della salvezza. Fu per questo motivo che il Galgano annunciò la sua intenzione di diventare un eremita e di vivere in una grotta, ma i suoi amici e la sua famiglia lo prendevano in giro, poiché mai pensavano ad una tale decisione di un uomo che tutto era fuorché un religioso.

Sua madre Dionisia lo convinse nel frattempo ad indossare le sue vesti nobili con cui il cavaliere andò nel vicino ed attuale villaggio di Civitella Marittima. Qui incontrò per l’ultima volta la sua amata donzella tale Polissena Brizzi.

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Nel momento del faccia a faccia con la ragazza, il cavallo di Sir Galgano si sollevò e il cavaliere cadde. All’improvviso sentì una forza divina che lo aiutò a rimettersi in piedi. Il cavaliere udì anche una voce serafica alla quale non riuscì a resistere, e questo episodio lo portò a Montesiepi, una collina aspra nei pressi di Chiusdino dove ebbe la visione di un tempio circolare, di Gesù e della Vergine Maria con tutti gli Apostoli.

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La voce guidò Sir Galgano fino in cima alla collina e lo invitò a rinunciare alla sua vita peccaminosa. Inizialmente il cavaliere era esitante, e rispose argutamente che sarebbe stato difficile cambiare la sua vita come lo sarebbe spaccare le rocce con la sua spada, e nel dire questo estrasse la sua arma e l’affondò in una pietra aspettandosi che la lama si spezzasse. Con sua grande sorpresa, la spada tagliò la pietra ed entrò nella roccia fino in fondo! Da quel giorno il cavaliere non lasciò mai più la collina, e decise di vivere per il resto dei suoi giorni in povertà e come un eremita.

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Nella prima immagine San Galgano con l’Arcangelo Michele, nella seconda San Galgano conficca la spada nella roccia

L’eremo di Montesiepi, la spada nella roccia e la chiesa senza tetto in Toscana

Oggi chi visita l’eremo di Montesiepi, può ancora vedere la spada nella roccia, mentre San Galgano è sepolto nella chiesa del monastero costruita alla fine del 12° secolo proprio come mausoleo commemorativo per il Santo. San Galgano è sepolto nella chiesa stessa oggi conosciuta come la rotonda.

L’eremo di Montesiepi ha una forma molto particolare; infatti, si presenta di forma rotonda e gli storici ipotizzano che per la sua costruzione gli addetti ai lavori si ispirarono al Castel Sant’Angelo, ma alcuni ritengono che sia simile al Pantheon a Roma o addirittura ad una delle tante tombe etrusche visibili a Volterra. La chiesa inoltre fu ampliata nel XIV secolo con la costruzione di una cappella con affreschi del noto pittore senese Ambrogio Lorenzetti.

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Eremo di Montesiepi

San Galgano e Re Artù

Nel corso dei secoli la spada nella roccia presenti nell’eremo adiacente alla chiesa senza tetto in Toscana e la sua leggenda, hanno affascinato pellegrini e visitatori provenienti da tutto il mondo. Le tante analogie ripropongono in una nuova versione più aggiornata i racconti del Re Artù e dei suoi cavalieri della tavola rotonda.

Del resto alcuni storici evidenziano l’impressionante somiglianza del nome del santo Galgano, proprio con quello di uno dei cavalieri della Tavola Rotonda, vale a dire Sir Galwyn che tra l’altro era di origine romana. Altri studiosi hanno invece insistito sulla somiglianza con il più giovane dei cavalieri di Re Artù ovvero tale Sir Gawain.

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Naturalmente, la spada nella roccia è associata a Excalibur e ad un recente libro dello scrittore Mario Moiraghi (l’enigma di San Galgano), che propone un’interessante spiegazione per tutte queste coincidenze. L’autore tra l’altro sostiene che la storia della spada nella roccia ha avuto origine proprio in Toscana quindi in Italia, e non nelle frange celtiche della Gran Bretagna o in Francia come molti credono.

Se queste ipotesi sono vere, allora la leggenda di Excalibur potrebbe aver avuto origine proprio in Toscana, per poi essere esportata in Francia dai monaci cistercensi la cui responsabilità nella diffusione delle leggende di Re Artù è ampiamente riconosciuta. Infine a conferma ulteriore di quanto sin qui descritto, vale la pena sottolineare che l’Abbazia e la cappella dedicata a San Galgano e la tomba di Re Artù a Glastonbury risalgono allo stesso periodo, e questo offre ancora un altro collegamento tra il luogo magico in Toscana e il più leggendario di tutti i Re.

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Come arrivare al complesso di San Galgano

Grazie ai numerosi restauri avvenuti nel corso dei secoli, l’eremo di Montesiepi e la chiesa senza tetto in Toscana, rappresentano oggi uno dei complessi più belli ed affascinanti della regione per cui meritano sicuramente una visita. L’Abbazia di San Galgano è facilmente raggiungibile da Siena anche in bicicletta poiché dista solo circa 30 km. Da Firenze c’è invece la possibilità di raggiungerla in auto passando per San Gimignano o anche in treno ed in tal caso la distanza è di 94.5 km.

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VISITA ABBAZIA DI SAN GALGANO – ORARI DI APERTURA

L’Abbazia di San Galgano è aperta tutti i giorni con i seguenti orari:

  • da NOVEMBRE a MARZO dalle ore 9:00 alle 17:30;
  • APRILE, MAGGIO e OTTOBRE dalle ore 9:00 alle 18:00;
  • GIUGNO e SETTEMBRE dalle ore 9:00 alle 19:00;
  • LUGLIO e AGOSTO dalle ore 9:00 alle 20:00.
    In occasione di matrimoni o di altri eventi l’orario di apertura può subire variazioni

L’Eremo di Montesiepi è aperto tutti i giorni dalle ore 9:00 fino al tramonto, entrata gratuita; ogni domenica mattina alle 11:30 si svolge la Santa Messa. Nel periodo invernale per ragioni organizzative non è sempre rispettato l’orario di apertura sopra indicato.

Film e videoclip girati all’abbazia di San Galgano

  • Alcune scene del film Nostalghia di Andrej Tarkovskij del 1983
  • Il paziente inglese (The English Patient), film del 1996 diretto da Anthony Minghella con Ralph Fiennes, Juliette Binoche e Willem Dafoe
  • Videoclip: La casa del Sole – Pooh (2008)
  • Videoclip: Can I Play With Madness – Iron Maiden (1988)
la spada nella roccia toscana

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Sabrina Parigi è nata a Firenze e lì ha frequentato un corso di trucco di base, trucco teatrale ed effetti speciali. Da sempre appassionata di cinema, si è documentata accuratamente e a lungo su regia, sceneggiatura, soggetto e dialoghi per il cinema. Nel 2008 ha dato vita, insieme ad altri soci, all'associazione culturale di cinema indipendente “Le Tre Pietre”, che ha come scopo la realizzazione di corti/medi/lungometraggi, documentari, videoclip e la divulgazione delle arti in genere. Nel 2007 dirige e interpreta il corto Le Tre Pietre, nel 2008 Crypto, ottenendo la nomination come miglior regia esordiente al Festival di Roma “Corto.it”. Nel 2009 realizza il documentario Piccole e curiose storie fiorentine, selezionato e apprezzato in numerosi festival, al quale è seguita una versione più completa ed accurata, dal titolo Firenze curiosità e leggende. Negli ultimi anni ha continuato a fare ricerche sulle origini di antiche leggende e superstizioni, creando nel 2017 il sito Leggende, Curiosità, Misteri e Paranormale, sostituito nel 2018 dal sito migliorato e completo 3pietre.it