Roscigno Vecchia: il Borgo Fantasma in Provincia di Salerno

0
245
roscigno vecchia

Esistono luoghi che la storia e gli eventi hanno cambiato in maniera irreversibile. Alcuni di loro sono stati vinti dal tempo, altri dall’uomo ed altri ancora dal fato. Sono luoghi che, benché vinti, non sono mai stati realmente sconfitti e per questa ragione non sono mai scomparsi del tutto; sono testimoni silenziosi di un passato lontano e simboli di una cultura che non esiste più.
Qualcuno ama definirli Borghi fantasma e, forse, lo sono davvero almeno nella sostanza, ma se di spettri bisogna parlare, quelli che abitano a Roscigno Vecchia hanno sicuramente un’anima.

roscigno vecchio

Dove si trova Roscigno Vecchia

Roscigno Vecchia si trova nel cuore del Parco Nazionale del Cilento. Siamo in provincia di Salerno, in Campania, ed il Cilento interno è un luogo dai tratti aspri dove i piccoli corsi d’acqua sono privi di acqua in estate e indisciplinati in inverno. La scenografia è quella di un paesaggio collinare ove i rilievi, talvolta brulli, sono punteggiati qua e là da piccoli casolari ove i pastori erano soliti occuparsi della transumanza.

Ricchissimo di sorgenti d’acqua, il Cilento interno, può vantare insediamenti abitativi di epoca assai remota ed una storia lontanissima. I terreni per lo più sabbiosi e soggetti al fenomeno dell’erosione, però, nel corso del tempo hanno dato a luogo a fenomeni franosi di variabile entità. Su questo particolare aspetto cambierà il percorso di vita di Roscigno Vecchia.

La storia di Roscigno Vecchia

Il toponimo del borgo è assai incerto: qualcuno sostiene che derivi dallo spagnolo “ruisenor”, l’usignolo che, un tempo, popolava la valle intera, mentre altri fanno derivare il nome dalla terra rossa che contraddistingue il pendio sui cui sorge il paese.

La storia di Roscigno Vecchia è assai antica; il borgo, infatti, nacque intorno al 1200 come nucleo abitativo di supporto alla produzione agricola ed alle attività legate alla pastorizia. La sua storia è da sempre stata legata ad una civiltà contadina rurale; qui si coltivava la zolla collinare con i mezzi messi a disposizione dalle conoscenze del tempo e con i ritmi dettati dalle fasi della natura.
Il borgo, nei secoli, fu contraddistinto da una sorta di isolamento forzato; le strade che separavano Roscigno ai centri più vicini, infatti, dovevano sembrare, più che infrastrutture di comunicazione, un vero e proprio “percorso di guerra”.

Agli inizi del XX secolo le autorità ed i cittadini ebbero modo di constatare con sgomento che l’intero paese era interessato da un movimento franoso che provocava lo slittamento a valle del borgo intero. Fu molto più di un fenomeno geologico; fu un dramma profondo in cui le radici di una popolazione intera stavano per essere inesorabilmente recise.
Nel 1908 il paese di Roscigno (che aveva già conosciuto alcuni interventi di ricostruzione di edifici da parte dello Stato) fu inserito nella lista de “i paesi franosi in via di trasferimento” e ad ogni abitante viene assegnato u nuovo pezzetto di terra in posizione sopraelevata e più sicura da cui ripartire.

roscigno salerno

Tra proteste di varia natura da parte di tutti gli abitanti che non volevano abbandonare la loro storia ed un ritmo assai lentissimo molto più simile all’esasperazione, fu compiuto il trasferimento dell’intero borgo.
Nel 1982 soltanto in tre non avevano ancora lasciato le loro radici e, per la verità, non avevano alcuna intenzione di farlo.
Oggi Roscigno Vecchia è abitata da un “custode” che racconta la storia del borgo a chi vi si reca in visita.

giuseppe spagnuolo
Giuseppe Spagnuolo, l’unico abitante di Roscigno Vecchia

Ti potrebbe interessare anche: Craco: Il Paese Fantasma in Basilicata

Cosa vedere a Roscigno Vecchia

Il paese è disabitato, ma denso di suggestioni; unica nel genere è la conformazione del borgo disposto a raggiera intorno alla protagonista assoluta della vita cittadina. La piazza principale, con la bellissima fontana e gli abbeveratoi, è il luogo in cui si consumavano amori ed affari; splendida la chiesa di San Nicola ed uniche le strette vie in selciato che portano alle abitazioni dai ricchi portali e dai balconi caratteristici.

Il borgo vero simbolo di una cultura italiana che non esiste più, dà ricovero anche ad un “Museo della civiltà contadina” che raccoglie utensili di varia natura, meravigliose foto d’epoca e disegni preziosi del paese stesso.

paese disabitato
Chiesa di San Nicola a Roscigno Vecchia
Come raggiungere Roscigno Vecchia

Camminare per le vie del paese è un’esperienza unica; un salto a ritroso nella storia che regala emozioni particolari. Per tutti coloro che volessero recarsi in visita, Roscigno dista circa 85 chilometri da Napoli. L’auto è il mezzo migliore per raggiungere il luogo: l’autostrada da imboccare è la A3 Salerno – Reggio Calabria con uscita a Atena Lucana che si trova a 25 chilometri da Roscigno. Dopo l’uscita è necessario imboccare la statale 166 e successivamente seguire le indicazioni per Corleto Monforte. Da li il tragitto è un battito d’ali.

roscigno sa
Alcuni film che hanno avuto come ambientazione Roscigno Vecchia
  • Cavalli si nasce – film del 1989 diretto da Sergio Staino
  • Noi credevamo – film del 2010 diretto da Mario Martone
  • Radio West – film del 2003 diretto da Alessandro Valori

Leggi anche:

Articolo precedenteIsola la Gaiola: il Mistero dell’Isola Maledetta a Napoli
Articolo successivoCastello Scaligero di Sirmione: tra Storia e Leggenda
Sabrina Parigi è nata a Firenze e lì ha frequentato un corso di trucco di base, trucco teatrale ed effetti speciali. Da sempre appassionata di cinema, si è documentata accuratamente e a lungo su regia, sceneggiatura, soggetto e dialoghi per il cinema. Nel 2008 ha dato vita, insieme ad altri soci, all'associazione culturale di cinema indipendente “Le Tre Pietre”, che ha come scopo la realizzazione di corti/medi/lungometraggi, documentari, videoclip e la divulgazione delle arti in genere. Nel 2007 dirige e interpreta il corto Le Tre Pietre, nel 2008 Crypto, ottenendo la nomination come miglior regia esordiente al Festival di Roma “Corto.it”. Nel 2009 realizza il documentario Piccole e curiose storie fiorentine, selezionato e apprezzato in numerosi festival, al quale è seguita una versione più completa ed accurata, dal titolo Firenze curiosità e leggende. Negli ultimi anni ha continuato a fare ricerche sulle origini di antiche leggende e superstizioni, creando nel 2017 il sito Leggende, Curiosità, Misteri e Paranormale, sostituito nel 2018 dal sito migliorato e completo 3pietre.it