Castel Sant’Elmo tra storia, leggende e Lamenti di Fantasmi

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Castel Sant’Elmo è un castello medievale, oggi adibito a museo, che si pone sul territorio napoletano, in particolare su una collina del Vomero, in zona San Martino.

Il nome deriva dal fatto che il territorio su cui sorge nell’antichità ospitava una Chiesa dedicata a Sant’Erasmo, successivamente, quindi, si passò ad Ermo ed infine al Elmo, nome odierno, forse per la corruzione che si aggirava intorno al nome Erasmo.

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Storia di Castel Sant’Elmo

Le prime informazioni sul castello si aggirano intorno alla seconda metà del 1200. Nel 1329, invece, per ordine di Roberto D’Angiò, il castello subisce un processo di ampliamento, fino a divenire il vero e proprio Palatium della re e della regina. È interessante ricordare uno dei tanti assedi che il castello ha subito nel corso della sua storia: nel 1348, a causa della violenta uccisione di Andrea di Ungheria, venne appiccato il fuoco come segno di vendetta da parte del fratello ed il castello risultò in buona parte raso al suolo.

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Castel Sant’Elmo visto dall’alto

Questo indusse la Regina alla resa e fu così che il castello venne occupato da Carlo di Durazzo. Tra il 1599 ed il 1610 le varie zone del ricco castello vengono interessate da lavori di restauro, opera del famoso architetto Domenico Fontana.

Durante questi lavori si ha la ricostruzione della chiesta all’interno del piazzale, che era stata colpita da un fulmine e distrutta alcuni anni prima, ma si rinnovano anche altri punti nevralgici, quali il ponte levatoio e la casa del castellano. Il 1860 è un anno importante per la storia del castello, perché finalmente si ha l’allontanamento del presidio borbonico. Da questo momento in poi Castel Sant’Elmo viene adibito a carcere militare, fino al 1952.

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In questo periodo si coglie il potenziale artistico e storico di questa fortezza che inizia un intenso processo di ristrutturazione finanziato dapprima dal demanio militare e successivamente dal Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania, che da un lato hanno riportato alla luce percorsi antichi, dall’altro hanno acceso un vivo interesse da parte degli innumerevoli turisti che ogni anno vi si recano.

È proprio questa riscoperta artistica che ha spinto, sulla base di un progetto di Nicola Spinosa, ad istituire negli spazi del Carcere Alto di Castel Sant’Elmo il famoso Museo del Novecento; si tratta di un progetto che intende documentare quanto avvenuto a Napoli nell’ambito dell’arte tra il 1910 ed il 1980 e l’intero percorso si basa su una selezione storico-critica di 170 opere eseguite da circa 90 artisti napoletani e provenienti da altre città. Il tutto si snoda in un’attenta suddivisione cronologica, che parte dalla scissione del Ventitré e arriva alle vicissitudini dei primi anni Ottanta.

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Museo del Novecento di Napoli

Le leggende che circolano al Castel Sant’Elmo di Napoli

Come spesso accade, accanto al turismo culturale se ne affianca una seconda tipologia, incuriosita dalle famose leggende di Castel Sant’Elmo che aleggiano intorno alla fortezza e che affascinano tutti gli appassionati di spettri e fantasmi.

La leggenda narra che tutti i nemici che tentarono di assaltare questo castello vennero uccisi ed i loro corpi riversati nei sotterranei per essere mangiati dai topi, senza una degna sepoltura. Effettivamente le uccisioni erano molteplici, tanto che il Castel Sant’Elmo è costruito su una pianta a sei punti (ed è l’unico al molto ad avere questa struttura) proprio per consentire alle guardie di sparare in ogni direzione).

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In ogni caso, di notte si possono udire degli inquietanti sibili provenire dai sotterrane che, secondo alcuni, sarebbero causa del vento che si infiltra nelle grotte che albergano nel sottosuolo, mentre per altri sarebbero le voci dei fantasmi di Castel Sant’Elmo che si lamentano per le sofferenze inflitte. Questa credenza è talmente radicata che i custodi del castello si recano sempre in coppia nel consueto giro di perlustrazione.

Come arrivare a Castel Sant’Elmo?

Sono diversi i mezzi che possono essere utilizzati, anche a seconda del punto di provenienza. Per ciò che riguarda i bus vi sono le corse C28, C30, C31, C32, V1 che partono da Piazza Vanvitelli e portano proprio nel piazzale di San Martino. Se si utilizza la metro, invece, si deve scendere sempre nella fermata Vanvitelli, ma è necessario poi proseguire a piedi per circa 1 km. Il percorso è ricco di scale mobili che possono mitigare la fatica, specialmente nei mesi caldi, considerando che è tutto in salita. Vi sono poi le funicolari che partono o da Via Toledo o da Via Parco Margherita.

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CASTEL SANT’ELMO ORARI:

Castello – tutti i giorni ore 8.30-19.30; ultimo ingresso 18.30
Museo Novecento a Napoli – tutti i giorni, escluso i martedì, ore 9.30 alle ore 17.00; ultimo ingresso ore 16:15
Martedì aperti per visite la Piazza d’armi, gli spalti e i camminamenti pedonali.

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Sabrina Parigi è nata a Firenze e lì ha frequentato un corso di trucco di base, trucco teatrale ed effetti speciali. Da sempre appassionata di cinema, si è documentata accuratamente e a lungo su regia, sceneggiatura, soggetto e dialoghi per il cinema. Nel 2008 ha dato vita, insieme ad altri soci, all'associazione culturale di cinema indipendente “Le Tre Pietre”, che ha come scopo la realizzazione di corti/medi/lungometraggi, documentari, videoclip e la divulgazione delle arti in genere. Nel 2007 dirige e interpreta il corto Le Tre Pietre, nel 2008 Crypto, ottenendo la nomination come miglior regia esordiente al Festival di Roma “Corto.it”. Nel 2009 realizza il documentario Piccole e curiose storie fiorentine, selezionato e apprezzato in numerosi festival, al quale è seguita una versione più completa ed accurata, dal titolo Firenze curiosità e leggende. Negli ultimi anni ha continuato a fare ricerche sulle origini di antiche leggende e superstizioni, creando nel 2017 il sito Leggende, Curiosità, Misteri e Paranormale, sostituito nel 2018 dal sito migliorato e completo 3pietre.it